Ecco cosa accade a chi si fida delle Poste: il mistero dell’antica raccomandata perduta

13 febbraio 2010

Torno dopo quasi tre mesi di silenzio per raccontare un episodio veramente spettacolare (se si è appassionati di disastri).

Quando si parla di efficienza delle pubbliche amministrazioni se ne sentono di tutti i colori. Quando si parla dell’efficienza degli strumenti telematici delle pubbliche amministrazioni, ancora peggio! Ma questa volta c’è davvero di cui piangere. Parto dall’inizio.

Nel lontano ottobre 2009, preso dallo sconforto per un brutto episodio a me successo, decisi di mandare una raccomandata, contenente una lettera e un CD, ad una certa persona. Perché una raccomandata? Perché volevo che arrivasse esattamente il 21 ottobre, non un giorno di più, non un giorno di meno. Così il 20 mi attrezzai, andai all’ufficio centrale delle Poste di Udine, e spedii questa raccomandata. Siccome sappiamo che nulla è certo a questo mondo, soprattutto parlando delle Poste, ho chiesto all’impiegata che modo avessi io per sapere se la consegna aveva avuto successo oppure no. La risposta che ricevetti mi sorprese leggermente. L’impiegata mi consigliò di andare sul sito internet delle poste, nella sezione apposita, digitare il codice identificativo della raccomandata e registrarsi per una notifica via SMS di avvenuta consegna. Fatto ciò, aspettai con ansia questa notifica.

Passarono i giorni…

Passarono le settimane…

Ormai rassegnato dal fatto che la mia raccomandata fosse finita nel girone dei rifiuti continuai la mia vita di sempre finchè un giorno non incontrai per caso la destinataria di quella lettera la quale mi ringraziò del pensiero ricevuto con perfetta puntualità. Quindi la domanda da buon informatico utente dei servizi pubblici mi sorse spontanea… la mia notifica che fine aveva fatto? Avevo sbagliato di inserire il codice? Avevo sbagliato di inserire il numero di telefono per l’SMS? Non me ne curai molto in effetti.. tanto avevo avuto quello che mi interessava, per il momento.

Perchè vi racconto questa storia ora, a distanza di 4 mesi? Perchè sembra proprio che la mia notifica non fosse andata persa, anzi… L’enorme ed efficientissima rete telematica delle Poste Italiane ha lavorato intensamente negli ultimi 120 giorni per riuscire a svolgere il suo arduo compito: notificarmi la consegna della raccomandata. Infatti una mattina qualsiasi di Febbraio (cioè oggi), mi ritrovo al computer a scrivere appunti di algebra lineare, quand’ecco che mi arriva un SMS da un numero che non ho in rubrica, e curioso vado a leggerlo:

Poste Italiane – Raccomandata1 n. 050064380564
primo tentativo di consegna avvenuto il 21/10/2009 con esito: consegnata.
Info 803160

Dopo qualche secondo di perplessità, mi torna alla mente tutta la storia e la mia reazione più immediata è una grassa e sonora risata. Com’è possibile mandare una notifica del genere 4 mesi dopo la consegna? Me lo chiedo proprio dal punto di vista tecnico… posso immaginare che capiti un malfunzionamento (o un mio errore di inserimento dati) che causa la perdita della notifica… ma un rallentamento del genere come può accadere? Cos’hanno fatto i loro sistemi nel frattempo? Hanno inviato le notifiche del 2007?

Lascio ai posteri l’ardua sentenza. Di seguito trovate lo screenshot della schermata del mio telefono mentre visualizzo l’incredulo messaggio, tanto per farvi vedere che la data è quella di oggi (si lo so, anche un bambino la poteva taroccare, ma insomma fidatevi che ho di meglio da fare che pubblicare fake sul mio blog XD ).

Ci vediamo alla prossima, entusiasmante avventura…

SMS Poste Italiane

SMS Poste Italiane

Generale

Rilasciato Qt 4.6.0

1 dicembre 2009

Ed era ora!! Dopo quasi un anno di sviluppo Nokia ha finalmente rilasciato Qt 4.6.0!

Le novità sono abbastanza. Partiamo dalle nuove piattaforme supportate. Sul lato desktop Qt introduce il supporto ufficiale a Mac OS X 10.6 (dove ora è compilato per default a 64bit con il backend Cocoa) e Windows 7. Le novità interessanti sono sul lato desktop, dove ora Qt è compatibile anche con Symbian!

Nuove API? Certo! C’è un intero framework dedicato all’animazione delle GUI, in stile Core Animation, accompagnato da classi per la gestione di automi a stati finiti, molto utili per certi tipi di interfacce. A proposito di interfacce, è stato introdotto un nuovo framework per il multitouch e per le gestures, utile sicuramente sui dispositivi mobili ma anche su alcuni desktop (i mac con trackpad multitouch per esempio, o alcuni tablet con Windows 7).

La QGraphicsView vede un algoritmo di rendering completamente riscritto per maggiori performance, e l’aggiunta di effetti grafici come blur, drop shadow, trasparenze ed altro, applicabili a qualsiasi graphics item. Sempre dal punto di vista delle prestazioni, tutto il codice che in Qt aveva a che fare con OpenGL è stato razionalizzato e raggruppato in un’unica base, facilitando la creazione di applicazioni OpenGL multipiattaforma con Qt, anche grazie all’aggiunta di primitive matematiche per la manipolazione di matrici, vettori, e API per vertex e fragment shaders, ecc…

E’ stato aggiunto il cosiddetto “Multimedia framework”, che è l’inizio di ciò che sarà, nelle intenzioni di Nokia, il centro delle operazioni audio/video di Qt, con una particolare attenzione ai dispositivi mobili. Per ora contiene delle classi per il controllo dell’audio a basso livello.

Lasciando perdere le interfaccie grafiche, il modulo XML riceve una gradita aggiunta: la validazione dei documenti XML tramite schema.

Assieme a Qt 4.6 è stato rilasciato anche Qt Creator 1.3, che mi ha personalmente colpito per il considerevole miglioramento del completamento del codice.

Altre cosette qua e la esistono e me ne sarò sicuramente dimenticato (per esempio la favolosa classe QContiguousCache). A voi il compito di scandire il changelog ufficiale o la pagina What’s New in Qt 4.6.

Bye bye!

Generale

L’eleganza dell’Apple Magic Mouse

5 novembre 2009

Avevo promesso un post quando mi sarebbe arrivato tra le mani ed eccolo qua!!

Il nuovo Magic Mouse è finalmente arrivato tra noi e posso darvi le prime impressioni. Le scopriremo dopo il salto…

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Apple & Macintosh

Ubuntu 9.10 su MacBook Pro 13″ (mid-2009)

2 novembre 2009

Era un’uggiosa mattinata di novembre, e non avendo niente di meglio da fare ho installato ubuntu 9.10, uscita di recente, sul mio MacBook Pro. Avevo già parlato della versione precedente, e anche la 9.10 ha riconosciuto l’hardware del mio portatile abbastanza rapidamente. Un dettaglio fastidioso rispetto alla 9.04 è che il driver per il chipset broadcom della scheda wireless non è installato di default, quindi dopo l’installazione bisogna avere a disposizione una connessione ethernet per poterlo installare.

Per il resto, la configurazione va liscia seguendo la pagina della wiki del Mactel Support Team a questo link. L’unica cosa che sembra essere ancora problematica è la sospensione su ram. Nonostante sembri funzionare correttamente, l’utility di report dei crash segnala un OOPS del kernel ad ogni risveglio.

Il mio desiderio per la 10.04 sarebbe avere un’installazione completamente out-of-the-box senza dover installare pacchetti da repository esterni e/o ricompilare ALSA per far funzionare l’audio.

Chissà, magari collaborerò un po’ con il Mactel Team :)

Bye bye

Apple & Macintosh, GNU/Linux

Nuovo hardware Apple: ecco le novità

20 ottobre 2009

Ok non è per niente originale proporre un post del genere… è vero ^^

Ma le novità di oggi sono particolarmente succulente anche per chi non è in procinto di cambiare computer, quindi cominciamo.

Innanzitutto, il nuovo iMac. Ora è disponibile da 21.5″ o da 27″. Si, avete letto bene… 27″, in proporzione 16:9, retroilluminati a LED. Il modello da 27″ può montare un Core 2 Duo da 3GHz o un Core i5 da 2.66GHz o un Core i7 da 2.8GHz. Questi ultimi due sono Quad core, quindi questo è il primo iMac quad-core della storia. Dal punto di vista hardware, le specifiche possono andare fino a 2TB di disco, addirittura 16GB di ram (4GB di base), e una scelta di schede ATI di cui non so nulla per potermi pronunciare sulle relative prestazioni. Il punto saliente qui è la memoria. Si tratta di DDR3 da 1066MHz. Quattro banchi da 4GB l’uno costeranno sicuramente uno sproposito, ma ora queste configurazioni fanno concorrenza al Mac Pro. Seguendo il trend introdotto nei MacBook Pro a giugno, è stato introdotto uno slot SD sul lato, sotto allo slot del DVD. Dal punto di vista estetico, il design è cambiato un pochino ma niente di troppo nuovo, anche se adesso sembra più “magro” (almeno in foto). La pagina che ne parla è qui.

Il nuovo iMac porta con se due novità abbastanza interessanti. La prima è un’amenità: un nuovo telecomando in alluminio con pulsanti neri, per stare in tono con il resto della gamma.
La seconda è più corposa: il nuovo mouse wireless, denominato “Magic Mouse”. La sua caratteristica saliente è la presenza di una grande superficie multitouch. L’utilizzo è uguale ad un mouse qualsiasi, ma invece della rotellina per il solo scrolling, con movimenti di uno o due dita si possono fare varie cose in modo più veloce (senza contare che ora non è più necessario smontare il mouse ogni sei mesi per pulire la rotellina dalla crania). Sembra molto interessante, sicuramente quando ne avrò uno sottomano ne parlerò in modo più completo. La pagina dedicata al Magic Mouse è questa.

E’ stato introdotto un nuovo modello di MacBook 13″ in policarbonato (per gli amici: ‘plastica bianca’). Oltre ai soliti aumenti di prestazioni c’è da notare che finalmente anche il MacBook ha il trackpad multitouch, la batteria integrata da 7ore dichiarate di autonomia (che con il mio MBP da 13″ posso dire che siano effettivamente più di 5) e lo schermo retroilluminato a LED. E’ stata rinnovata anche l’estetica, con un design più sottile e curve più eleganti. Qui i dettagli.

Il mac mini è stato lievemente aggiornato e adesso può essere comprato anche con Mac OS X Server. Considerando la piccolissima quantità di spazio che occupa e i consumi (e il rumore, e il calore) ridotti all’osso, per qualche piccola realtà aziendale potrebbero essere mille euro spesi bene.

Ho dimenticato qualcosa? Forse… ma adesso non mi viene in mente. Scriverò due righe sul Magic Mouse appena riuscirò ad ottenerlo.

Bye bye!

Apple & Macintosh

Come attivare il kernel a 64bit in Snow Leopard

15 settembre 2009

Facendo vari test sulla nuova release di Mac OS X (che nel frattempo ha ricevuto un piccolo update alla versione 10.6.1), ho anche provato il nuovo kernel a 64bit che sul mio macbook pro, come sulla maggior parte dei mac, non viene selezionato di default, per i motivi che ho già cercato di spiegare in un post precedente. Mi ha fatto piacere notare che, una volta selezionato, il kernel a 64bit abbia funzionato egregiamente, senza nessun tipo di instabilità e senza nessun calo di performance. Mi sono subito scontrato con il problema delle kext a 32bit cercando di usare Tunnelblick per accedere ad una VPN. Scelta saggia, dunque, quella di selezionare di default il kernel a 32bit per evitare problemi di incompatibilità.

Ma ora passiamo al succo: come lo si attiva il kernel a 64bit? Su internet c’è una pletora di posti che dicono le stesse cose, ma allora perchè non dovrei ripeterle anch’io? :D

Tecnicamente, quello che bisogna fare è passare il flag ‘arch=x86_64′ al kernel in fase di boot. Ci sono alcuni modi per farlo. Per una prova momentanea si può tenere premuti i tasti 6 e 4 in fase di boot, durante il “doong”. Ovviamente non è un cambiamento permanente.

Per impostare permamentemente l’opzione, bisogna aggiungerla al file /Library/Preferences/SystemConfiguration/com.apple.Boot.plist che inizialmente avrà un aspetto simile:

<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<!DOCTYPE plist PUBLIC "-//Apple//DTD PLIST 1.0//EN" "http://www.apple.com/DTDs/PropertyList-1.0.dtd">
<plist version="1.0">
<dict>
	<key>Kernel</key>
	<string>mach_kernel</string>
	<key>Kernel Flags</key>
	<string></string>
</dict>
</plist>

Tutto quello che dovete fare è inserire la stringa arch=x86_64 nella riga che ho segnato in grassetto, quella sotto a “Kernel Flags”, in modo che diventi:

<string>arch=x86_64</string>

Per modificare il file dovreste usare un editor da riga di comando lanciato con sudo, per poter avere i permessi di scrittura sul file.

Questa procedura è un po’ macchinosa se si cambia impostazione molto spesso. Per un modo più sbrigativo, consiglio “Startup Mode Selector”, un’utility scaricabile da qui. Questo piccolo tool modifica il file nel modo che ho appena citato, ma vi mette davanti ad una semplice GUI. E’ anche in grado di dirvi in che modalità è in esecuzione il sistema in questo momento, e se il vostro mac è capace o no di eseguire un kernel a 64bit (ovvero se avete un Core 2 Duo e un firmware EFI a 64bit).

Sembra tutto per ora… alla prossima :D

Apple & Macintosh

Snow Leopard: che novità per gli sviluppatori?

5 settembre 2009

Adesso che Snow Leopard è disponibile ho potuto finalmente toccare con pelle la nuova release. Ma ancora più interessante è stato leggere la documentazione delle nuove API. Oltre alle due tecnologie maggiormente pubblicizzate, Grand Central Dispatch e OpenCL, le novità per gli sviluppatori sono molte e quasi tutte volte al miglioramento delle prestazioni delle applicazioni. Immagino che l’utilizzo pervasivo di queste nuove API all’interno del sistema stesso abbia contribuito al miglioramento delle performance di cui tanto si parla. In questo “brain-dump” trovate una panoramica sia di GCD che di OpenCL, ma anche di quelle piccole aggiunte alla API che mi hanno colpito.

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Apple & Macintosh, Objective-C

Snow Leopard e i 64bit: un po’ di chiarezza

28 agosto 2009

Ci siamo, finalmente è arrivato. Mac OS X 10.6 è giunto sugli scaffali e tutti gli utenti mac si stanno domandando se vale la pena aggiornare oppure no. Inutile dire che per 29€ (o anche 9€ per chi ha comprato un mac quest’estate, come me), porsi il problema non ha neanche senso.. Ma mettiamo pure che uno voglia farsi del male. Cosa mette sul piatto il nuovo felino? Si tratta di un aggiornamento volto al miglioramento delle performance e una rifinitura dei dettagli del sistema e dalle voci che girano sembra proprio che ci siano riusciti. Una delle cose più importanti su questo fronte è il supporto a 64bit. Su questo argomento c’è tanta confusione. Vedrò allora di fare un po’ di chiarezza qui, in modo da poter rispondere ai forum con un link invece che con un papiro ogni volta XD

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Apple & Macintosh ,

KDE Authorization Library: final step (maybe)

15 agosto 2009

Hello again! It’s time for the last (maybe) blog post about my gsoc.

My work on the GSoC project in the last weeks has focused on the integration of the new authorization library with the rest of kde. You can find all the code in the subversion at branches/work/kdelibs-libkauth and kdebase-libkauth.

A brief explaination of what I’ve done follows.

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Generale, Unix world

Unboxing del Macbook Pro 13″

7 agosto 2009

Eccolo!! E’ arrivato il mio nuovo fiammante MacBook Pro!!!

Si tratta del modello da 13″. La configurazione hardware è la seguente:

  • Intel Core 2 Duo 2.53GHz con 6MB di cache L2 condivisa
  • 4GB di RAM
  • HD a 5200rpm da 250GB
  • Chipset nVidia 9400M

Ovviamente la configurazione comprende tutte le figate comprese nei macbook pro: case unibody in alluminio, tastiera retroilluminata, trackpad multitouch con superficie in vetro, retroilluminazione a LED, webcam, batteria integrata a lunga autonomia ecc… Peso 2kg.

Quando ce l’avrò da un po’ vedremo come funziona la batteria. Per ora devo fargli fare i soliti due-tre cicli completi e poi potrò testarne l’effettiva durata.

I test con GeekBench si sono fermati intorno ai 3300 punti, contro gli 819 del vecchio PowerBook. Direi più che soddisfacente!!

Dalle foto si vede bene che come sempre Apple non si smentisce riguardo alla qualità degli imballaggi. La scatola è piccola, elegante, e ben organizzata.

Dopo il salto trovate le foto dell’unboxing.

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Apple & Macintosh